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Norme e obblighi

Indennità di maternità Cassa Forense 2026: importi, domanda entro 180 giorni e casi particolari

Cinque mensilità calcolate sul reddito di due anni prima, con un minimo e un massimo che cambiano ogni anno, e una domanda che scade 180 giorni dopo il parto: come funziona la maternità dell’avvocata nel 2026.

9 minuti di lettura Aggiornata al 29 settembre 2026

In breve

  • L’indennità è l’80% di cinque dodicesimi del reddito professionale netto del secondo anno prima del parto: per il 2026 non meno di 6.045,52 € e non più di 30.227,60 €.
  • La domanda si presenta solo online, dal compimento del sesto mese di gravidanza fino a 180 giorni dopo il parto: il termine è perentorio.
  • Con un reddito complessivo 2024 sotto 9.485 € spettano tre mensilità in più; il contributo di maternità che tutti gli iscritti pagano con la quarta rata 2026 è di 94 €.

L’**indennità di maternità della Cassa Forense** è la prestazione che la Cassa paga alle avvocate iscritte per i due mesi prima del parto e i tre mesi dopo. La regola viene dal **D.Lgs. 151/2001 (artt. 70-73)**, che vale per tutte le libere professioniste con una cassa di previdenza propria; la Cassa la applica con il suo Regolamento dell’assistenza e aggiorna ogni anno il minimo e il massimo.

Qui trovi gli importi 2026 scritti dalla Cassa, come si calcola l’indennità sul tuo reddito, i termini della domanda (quello dei 180 giorni non perdona), i casi di adozione, aborto e gravidanza a rischio, e le altre agevolazioni che la maternità apre: l’esonero dal contributo minimo, dalla formazione e dalle udienze delle difese d’ufficio.

01Quanto spetta nel 2026

Indennità = reddito professionale netto IRPEF del 2° anno prima del parto × 5/12 × 80%

Per un parto del 2026 il reddito di riferimento è quello del 2024. Il risultato non può scendere sotto il minimo né salire oltre il massimo dell’anno (art. 70, commi 2, 3 e 3-bis, D.Lgs. 151/2001).

Anno dell’eventoIndennità minimaIndennità massima
20255.961,28 €29.806,40 €
20266.045,52 €30.227,60 €
Fonte: pagina «Indennità di maternità in caso di parto» della Cassa Forense, consultata il 29/09/2026. Il minimo segue le tabelle INPS dell’anno; il massimo è cinque volte il minimo. La Cassa scrive gli importi «al netto della ritenuta d’acconto del 20%»: se ti serve il lordo esatto per il tuo caso, chiedilo al servizio assistenza della Cassa.
Reddito netto 2024CalcoloIndennità 2026
8.000 €8.000 × 5/12 × 80% = 2.666,67 €6.045,52 € (sale al minimo)
30.000 €30.000 × 5/12 × 80%10.000,00 €
60.000 €60.000 × 5/12 × 80%20.000,00 €
100.000 €100.000 × 5/12 × 80% = 33.333,33 €30.227,60 € (scende al massimo)
Conti d’esempio per un parto nel 2026. L’importo è pagato con bonifico, con la ritenuta del 20%, e concorre al reddito professionale dell’anno in cui lo ricevi: la Cassa rilascia la certificazione fiscale nell’area riservata l’anno dopo.

02Chi ne ha diritto

  • Le iscritte alla Cassa con decorrenza dell’iscrizione non successiva alla data del parto. Vale anche per la praticante iscritta alla Cassa.
  • Nessun’altra indennità di maternità: non devi avere diritto a quella dei capi III e XI del D.Lgs. 151/2001 (lavoro dipendente e lavoro autonomo INPS). Lo dichiari nella domanda con un’autocertificazione (art. 71, comma 2).
  • Il padre avvocato, in alternativa alla madre, in caso di morte o grave infermità della madre, di abbandono o di affidamento esclusivo del figlio al padre (art. 70, comma 3-ter). Per l’abbandono serve una dichiarazione sostitutiva (art. 71, comma 3-bis).

03La domanda: da quando, entro quando, cosa allegare

  1. 1

    Aspetta il compimento del sesto mese

    Prima la domanda non si può presentare. Il termine iniziale e quello finale sono nella legge (art. 71, comma 1, D.Lgs. 151/2001) e nella pagina della Cassa.

  2. 2

    Prepara il certificato medico

    Deve attestare l’inizio della gravidanza e la data presunta del parto. Dopo il parto servirà la certificazione che la Cassa chiede nel modulo online.

  3. 3

    Compila l’autocertificazione

    Dichiari di non avere diritto a un’altra indennità di maternità come dipendente o lavoratrice autonoma (DPR 445/2000).

  4. 4

    Invia dall’area riservata

    Solo online: «Accessi riservati – Posizione personale – Istanze on line», con gli allegati richiesti.

  5. 5

    Controlla il termine finale

    180 giorni dal parto, a pena di decadenza. Segnalo in agenda il giorno stesso della nascita: dopo non si recupera.

04Adozione, aborto e gravidanza a rischio

CasoQuanto spettaDomanda
Adozione o affidamento preadottivoCome per il parto: 80% di 5/12 del reddito del 2° anno prima dell’ingresso del minore, per i cinque mesi successivi all’ingresso in famigliaDal provvedimento del giudice fino a 180 giorni dall’ingresso del minore
Aborto spontaneo o terapeutico dal 61° giorno di gravidanzaUna mensilità: 80% di 1/12 del reddito, con minimo e massimo fissati anno per annoEntro 180 giorni dall’evento
Interruzione dopo il sesto meseIndennità intera, come per il parto (art. 71, comma 3)Entro 180 giorni dall’evento
Gravidanza a rischioIndennità giornaliera per i periodi prima dei due mesi antecedenti il parto, calcolata come la maternità e in proporzione ai giorni di iscrizioneCon certificato ASL che indica inizio e fine del periodo; si integra se il periodo si allunga
Fonti: pagine della Cassa Forense sui singoli casi; D.Lgs. 151/2001, artt. 70 e 73. La tutela della gravidanza a rischio vale per i periodi dal 13 agosto 2022 (D.Lgs. 105/2022).

05Il contributo di maternità 2026: 94 €

L’indennità è finanziata da un contributo di maternità che pagano tutti gli iscritti, uomini e donne, ogni anno insieme alla quarta rata dei contributi minimi (art. 32 del Regolamento unico). Il Consiglio di amministrazione lo fissa ogni anno sulla spesa prevista, con l’approvazione dei Ministeri vigilanti.

AnnoContributo di maternitàScadenza
202496,76 €30 settembre 2024
202557,65 €30 settembre 2025
202694,00 €30 settembre 2026, con la 4ª rata dei minimi
Fonti: tabella dei contributi minimi della Cassa Forense e notizia «Contributi minimi 2026: avvisi pagamento quarta rata» dell’11/09/2026. Con l’F24 il codice tributo è E101 (ente 0013); soggettivo ed integrativo minimi sono E100 ed E107.

Il contributo è dovuto per intero anche da chi ha i minimi dimezzati o l’esonero dal soggettivo: le agevolazioni per i giovani e l’esonero temporaneo non lo toccano. Il resto del calendario 2026 è nella guida ai contributi Cassa Forense 2026.

06Cosa apre la maternità, oltre all’indennità

  • Esonero dal contributo minimo soggettivo: di regola si chiede una volta sola in tutta la vita professionale, ma per maternità o adozione fino a tre volte, se sei iscritta alla Cassa da almeno tre anni continuativi al momento dell’evento (art. 40 del Regolamento unico). La domanda scade il 30 settembre dell’anno: i dettagli nella guida alla riduzione e all’esonero dei contributi minimi.
  • Continuità professionale: la prova dell’esercizio effettivo e continuativo non è richiesta all’avvocata in maternità e nei primi due anni di vita del figlio, o nei due anni dall’adozione (art. 21, comma 7, L. 247/2012). Vale anche per l’avvocato vedovo o separato affidatario esclusivo.
  • Formazione continua: gravidanza, parto e cura dei figli danno un esonero proporzionale dai crediti, su domanda all’Ordine. Le regole sono nella guida ai crediti formativi 2026.
  • Difese d’ufficio: in caso di gravidanza bastano 5 udienze invece di 10 per la permanenza nell’elenco (art. 9 del Regolamento CNF 12 luglio 2019). Vedi la guida alla permanenza nell’elenco dei difensori d’ufficio.

Prima e dopo il parto

  • Hai controllato che l’iscrizione alla Cassa decorra da prima della data presunta del parto.
  • Hai recuperato il reddito professionale netto di due anni prima, per stimare l’importo.
  • Hai verificato se il reddito complessivo dell’anno precedente è sotto la soglia delle tre mensilità in più.
  • La domanda è partita dopo il sesto mese, con certificato e autocertificazione.
  • Il 180° giorno dal parto è segnato in agenda.
  • Hai valutato l’esonero dal minimo soggettivo entro il 30 settembre e l’esonero formativo con l’Ordine.

Con Omega

La maternità nel calendario dello studio

  • In Scadenze segni la domanda alla Cassa con il suo termine di 180 giorni: le Automazioni la ricordano prima che scada.
  • Adempimenti ha già le rate dei minimi e il 30 settembre con il contributo di maternità, e registra l’esonero formativo nel profilo dell’avvocata.
  • Statistiche mostra l’incassato per avvocato anno per anno: il punto di partenza per stimare l’indennità, da confermare con la dichiarazione dei redditi.
  • Udienze tiene rinvii ed esiti di ogni causa in un posto solo: chi ti sostituisce nei mesi di assenza sa dove guardare.

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Foto di copertina: Janko Ferlič — CC0 1.0

Dubbi

Domande frequenti

Quanto è l’indennità di maternità minima della Cassa Forense nel 2026?
6.045,52 €, secondo la pagina della Cassa (nel 2025 era 5.961,28 €). Il massimo è cinque volte il minimo, cioè 30.227,60 €. Fra i due, l’indennità è l’80% di cinque dodicesimi del reddito professionale netto del secondo anno prima del parto.
Entro quando va presentata la domanda di maternità alla Cassa Forense?
Dal compimento del sesto mese di gravidanza fino a 180 giorni dopo il parto, solo online dall’area riservata. Il termine è perentorio: oltre i 180 giorni il diritto decade. Per l’adozione i 180 giorni decorrono dall’ingresso del minore in famiglia.
Quanto è il contributo di maternità Cassa Forense 2026?
94 €, da pagare entro il 30 settembre 2026 insieme alla quarta rata dei contributi minimi, con pagoPA o F24 (codice E101). Nel 2025 era 57,65 €.
L’indennità di maternità spetta anche al padre avvocato?
Solo in alternativa alla madre e in casi precisi: morte o grave infermità della madre, abbandono, affidamento esclusivo del figlio al padre (art. 70, comma 3-ter, D.Lgs. 151/2001).
Sull’indennità si pagano le tasse?
Sì. La Cassa la paga con la ritenuta d’acconto del 20% e l’importo concorre al reddito professionale netto dell’anno in cui lo ricevi. La certificazione fiscale arriva nell’area riservata l’anno successivo.

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