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Clienti e incassi

Liquidazione del patrocinio a spese dello Stato: istanza, decreto, opposizione e fattura

Il compenso del patrocinio a spese dello Stato non si chiede al cliente: si chiede al giudice, con un’istanza a fine fase, e si incassa dallo Stato con una fattura elettronica. I passaggi, i termini e gli errori che allungano i tempi.

8 minuti di lettura Aggiornata al 29 settembre 2026

In breve

  • La liquidazione si chiede al termine di ogni fase o grado, e il decreto di pagamento va emesso insieme al provvedimento che chiude la fase: l’istanza va depositata prima della decisione (art. 83 DPR 115/2002).
  • Contro il decreto si propone opposizione al capo dell’ufficio con il rito semplificato di cognizione; la sentenza non è appellabile (art. 170 DPR 115/2002 e art. 15 D.Lgs. 150/2011).
  • Quando il decreto è definitivo si emette la fattura elettronica all’ufficio giudiziario: niente split payment, ritenuta d’acconto, e nessun compenso in più dal cliente ammesso.

Nel **patrocinio a spese dello Stato** l’avvocato non manda la parcella al cliente: chiede al giudice di liquidare il compenso con un **decreto di pagamento**, e lo incassa dallo Stato con una fattura elettronica. In mezzo c’è una procedura che cambia da un ufficio all’altro nei dettagli (piattaforma, protocolli, moduli) ma ha una struttura fissata dal **DPR 115/2002** (Testo unico spese di giustizia), artt. 82-85 e 170.

Questa guida segue il percorso dall’ammissione al pagamento: chi può essere ammesso nel 2026, quando depositare l’istanza, cosa fare se il decreto liquida poco, come si compone la fattura. Come si calcola l’importo, con i valori medi e le riduzioni della metà (civile) e di un terzo (penale), è spiegato nella guida ai [parametri forensi](/guide/parametri-forensi-dm-55-2014#patrocinio-stato).

01Chi può essere ammesso nel 2026

RegolaCosa prevedeNorma
Limite di redditoReddito imponibile IRPEF dall’ultima dichiarazione non superiore a 13.659,64 €art. 76, c. 1, DPR 115/2002
Familiari conviventiSi sommano i redditi di tutti i componenti, richiedente compresoart. 76, c. 2
Redditi che contanoAnche quelli esenti, a ritenuta alla fonte o a imposta sostitutivaart. 76, c. 3
Solo il reddito personaleCause sui diritti della personalità, o interessi in conflitto con i familiari conviventiart. 76, c. 4
Senza limite di redditoVittime dei reati elencati dal comma 4-ter (fra cui maltrattamenti in famiglia e violenza sessuale) e minori stranieri non accompagnatiart. 76, cc. 4-ter e 4-quater
Testo vigente su Normattiva al 29/09/2026. Il limite si aggiorna ogni due anni con decreto ministeriale (art. 77); quello in vigore è stato fissato dal DM 22 aprile 2025. Nel penale aumenta di 1.032,91 € per ogni familiare convivente (art. 92).

Nel civile l’ammissione la delibera il Consiglio dell’ordine; nel penale la decide il giudice. In entrambi i casi, dal cliente ammesso non puoi ricevere compensi o rimborsi diversi da quelli liquidati (art. 85 DPR 115/2002; art. 29, comma 8, codice deontologico): scriverlo nella lettera d’incarico evita discussioni.

02Quando depositare l’istanza di liquidazione

  • A ogni fase o grado: la liquidazione si fa al termine di ciascuna fase o grado del processo e comunque quando cessa l’incarico, dal giudice che ha proceduto (art. 83, comma 2).
  • Prima della decisione: il decreto di pagamento «è emesso dal giudice contestualmente alla pronuncia del provvedimento che chiude la fase» (art. 83, comma 3-bis). Un’istanza depositata dopo la sentenza costringe a chiedere una liquidazione separata e allunga i tempi.
  • In Cassazione liquida il giudice del rinvio o quello che ha pronunciato la sentenza passata in giudicato (art. 83, comma 2).
  • Fasi precedenti all’ammissione: se l’ammissione arriva dopo che una fase è chiusa, il giudice competente può liquidare anche quella.
  1. 1

    Prepara la nota spese

    Fasi svolte con i parametri del DM 55/2014, entro i valori medi e con la riduzione di legge; spese documentate; estremi della delibera o del decreto di ammissione.

  2. 2

    Controlla il protocollo del tuo ufficio

    Molti uffici chiedono di caricare prima l’istanza su «Istanze web» del sistema SIAMM del Ministero e poi di depositarla nel fascicolo (telematico nel civile, in udienza o in cancelleria nel penale). Le regole locali le trovi sul sito del tribunale e dell’Ordine.

  3. 3

    Deposita prima dell’udienza di decisione

    Così il decreto esce con il provvedimento che chiude la fase.

  4. 4

    Leggi il decreto appena comunicato

    Il decreto è comunicato a te e alle parti, compreso il pubblico ministero (art. 83, comma 3): da lì decorre il termine per opporsi.

  5. 5

    Aspetta che diventi definitivo

    Scaduto il termine per l’opposizione, la cancelleria lo trasmette all’ufficio che paga. Solo allora si emette la fattura.

03Se il decreto liquida poco: l’opposizione

Regola
Chi può opporsiIl beneficiario e le parti processuali, compreso il pubblico ministero (art. 170 DPR 115/2002)
RitoSemplificato di cognizione (art. 15, c. 1, D.Lgs. 150/2011, nel testo dopo il D.Lgs. 149/2022)
GiudiceIl capo dell’ufficio del magistrato che ha emesso il decreto; per giudice di pace e procura presso il tribunale, il presidente del tribunale; per la procura generale, il presidente della corte d’appello
DifesaLe parti possono stare in giudizio personalmente
SospensioneL’efficacia esecutiva del decreto può essere sospesa
ImpugnazioneLa sentenza che decide l’opposizione non è appellabile

04La fattura all’ufficio giudiziario

  • Formato e destinatario: fattura elettronica FPA12 all’ufficio che paga, con il suo codice univoco ufficio dell’indice IPA. Un codice sbagliato fa scartare la fattura dal Sistema di interscambio.
  • Riferimento al decreto: indica gli estremi che l’ufficio chiede per abbinare la fattura alla liquidazione (spesso il numero attribuito all’istanza in SIAMM, il numero del decreto e del procedimento). Senza abbinamento la fattura resta ferma.
  • Importi: quelli del decreto, con spese generali, contributo integrativo del 4% e IVA come liquidati; la ritenuta d’acconto del 20% la applica l’amministrazione.
  • Niente split payment: per i compensi soggetti a ritenuta la scissione dei pagamenti non si applica (art. 17-ter, comma 1-sexies, DPR 633/1972).
  • Esigibilità: verso lo Stato l’IVA può essere a esigibilità differita (codice D), cioè al momento del pagamento.
  • Allegati: di regola nessuno. Alcuni uffici chiedono di non allegare nulla alla fattura e di mettere tutto nell’istanza: segui il protocollo locale.

I campi della fattura verso la pubblica amministrazione, compresi codice univoco, esigibilità e verifica delle cartelle prima del pagamento, sono spiegati nella guida alla fattura elettronica dell’avvocato.

Per ogni pratica in patrocinio

  • Hai gli estremi dell’ammissione e li hai controllati prima di iniziare.
  • Il cliente sa per iscritto che non ti deve compensi oltre quelli liquidati.
  • L’istanza di ogni fase è depositata prima dell’udienza di decisione.
  • Il decreto è letto il giorno in cui arriva, e il termine per opporsi è in agenda.
  • La fattura parte solo dopo che il decreto è definitivo, con il codice univoco giusto.
  • L’incasso, con la ritenuta, è registrato sulla pratica quando arriva.

Con Omega

Le pratiche in patrocinio, dal preventivo all’incasso

  • Se nell’onboarding dici che sei negli elenchi del patrocinio, le pratiche si possono segnare in patrocinio a spese dello Stato e la parcella applica la riduzione di legge sui parametri.
  • Fatture & incassi controlla il codice univoco dell’ufficio prima di inviare la fattura alla pubblica amministrazione, e registra la liquidazione giudiziale come incasso della pratica.
  • In Scadenze e in Agenda metti il deposito dell’istanza prima dell’udienza di decisione e il termine per l’opposizione del decreto.
  • Lettera d’incarico e informative stanno in Incarichi & informative, firmate e conservate con la pratica.

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Foto di copertina: Aaron Burden — CC0 1.0

Dubbi

Domande frequenti

Quando si deposita l’istanza di liquidazione nel patrocinio a spese dello Stato?
Al termine di ogni fase o grado, e in ogni caso prima del provvedimento che la chiude: il decreto di pagamento va emesso insieme a quel provvedimento (art. 83, comma 3-bis, DPR 115/2002). Molti uffici chiedono anche il caricamento su «Istanze web» di SIAMM.
Qual è il limite di reddito per il gratuito patrocinio nel 2026?
13.659,64 € di reddito imponibile IRPEF risultante dall’ultima dichiarazione, sommando i redditi dei familiari conviventi (art. 76 DPR 115/2002, limite fissato dal DM 22 aprile 2025). Nel penale aumenta di 1.032,91 € per ogni familiare convivente.
Come si impugna il decreto di liquidazione del compenso?
Con opposizione al capo dell’ufficio del giudice che l’ha emesso, secondo il rito semplificato di cognizione (art. 170 DPR 115/2002 e art. 15 D.Lgs. 150/2011). La sentenza non è appellabile. Il termine praticato è di 30 giorni dalla comunicazione: verificalo con il tuo ufficio.
A chi si intesta la fattura del gratuito patrocinio?
All’ufficio giudiziario che paga la liquidazione, con il suo codice univoco dell’indice IPA, in formato FPA12, dopo che il decreto è diventato definitivo. In fattura vanno gli estremi che l’ufficio indica per abbinarla al decreto.
Posso chiedere al cliente ammesso la differenza rispetto alla liquidazione?
No. L’art. 85 DPR 115/2002 e l’art. 29 del codice deontologico vietano di ricevere dal cliente ammesso compensi o rimborsi diversi da quelli liquidati dal giudice.

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